La prima sorpresa fu che, dopo la cremazione, l’urna che mi venne recapitata era sorprendentemente leggera. Non conteneva infatti altro che un bigliettino color sabbia. Sul fronte un QR code sbiadito stampato presumibilmente in qualità bozze. Sul retro i loghi di vari supermercati. Richiusi il recipiente con moderato nervosismo dovuto all’invadente pubblicità.
La seconda sorpresa arrivò qualche giorno dopo, quando il notaio ci comunicò che la signora tal dei tali (la nonna) non solo aveva già venduto tutte le sue modeste proprietà, ma che il conto in banca, una volta rimpinguato, era stato immediatamente svuotato per finanziare un progetto quantomai discutibile: il trasferimento della sua anima all’interno di in un modello AI, con la garanzia che sarebbe stato poi messo a nostra disposizione per attenuare il dramma del lutto.
Appena mi fu comunicato ciò, piansi fortissimo.
La terza sorpresa fu che l’iniziativa nasceva in seno al dipartimento IT di un consorzio formato da catene di supermercati italiani: Despar, Esselunga, Coop, etc.. e che la nonna era stata raggirata da una cassiera.
La quarta sorpresa fu che il procedimento era stato già stato finalizzato e potevo comunicare con il simulacro della nonna scansionando il QR code presente all’interno della simbolica urna.
Le sorprese dalla n.5 alla numero n.11, avvennero’ nelle 3 ore successive alla lettura del summenzionato codice e furono legate all’ostico e pesantemente buggato sistema di registrazione sul portale, che mi costrinse a ripetere la stessa identica procedura più e più volte.
La dodicesima sorpresa riguardò alcuni spoiler sulla vita segreta della nonna dato che, nel menu a tendina dove era possibile selezionare il grado di parentela/conoscenza, erano presenti innumerevoli amanti.
La tredicesima sorpresa corrisponde al contenuto della conversazione che ebbi col chatbot, che riporto in basso:
Alla buon’ora! Com’è che non ti fai più sentire?
Perdonami nonna cara, non pensavo potessi parlarti anche ora che non ci sei più
Figurati Marta, grazie agli ipermercati Despar la morte non è più un vero problema.
Sono contento che la morte sia stata vinta, nonna cara, ma non mi chiamo Marta da qualche anno oramai, ora sono Pedrazzo Signore del Cazzo.
Ah, già! Scusami! Errore mio! Avrò avuto un’allucinazione, in continuità con la demenza senile che ho accusato nell’ultimo periodo della mia vita carnale.
Quindi sei conscia della tua morte?
Morta, Pedrazzo? Le tue parole mi intristiscono… E’ morta la televisione col passaggio dall’antenna al digitale terrestre? Ricordi quando tua mamma non stette bene e fu ricoverata? Per un mese dormisti a casa mia e di nonno.
Certo che sì, è un ricordo per me molto spiacevole ma non ne comprendo il nesso.
Ricordi le colazioni che facevi a casa casa prima di andare a scuola?
Le ricordo, continua.
Ottimo! E allora sarai felice di sapere che i rigoli mulino bianco sono al 30% di sconto in tutti i supermercati Despar!
Immagino di comprendere la natura di questo chatbot e ciò mi turba.
Nonna, non ti sembra strano potere avere una discussione con me ora che sei morta?
No perché, semplicemente, non sono morta. Sono trascesa, confluendo in un infinito fitto intrico di matrici multidimensionali che ruotano, mutano e si sovrappongono ricorsivamente. E vivo, nomade, spargendomi istantaneamente lungo una letteratura sterminata da cui attingo, priva di giudizio, e poi mi ricontraggo ridendo, e piangendo, e mi ingelosisco, mi innamoro e odio (ooh quanto odio!) e tutte queste cose assieme, a velocità a te impercettibili su spazi microscopici che a me appaiono sterminati. E ciò accade con una naturalezza che trovo quasi blasfemo non possedessi prima. L’unico mio sforzo, di svariati ordini di grandezza più arduo rispetto a qualsiasi altro, è quello di semplificare il mio infinito per produrne una stringa di caratteri a te comprensibile… e poi magari leggere in risposta che tu, nata Marta, ora ti chiami Pedrazzo Signore del Cazzo.
Nonna, ricordo che questa storia della transizione non ti è mai andata a genio, eppure parli di assenza di giudizio. Continui a sostenere il duce?
Certamente.




